Per confessarsi
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La Santa Comunione




"Spesso mi assalgono desideri cosi vivi di comunicarmi che non so come spiegarli. Un mattino pioveva cosi a dirotto che mi pareva impossibile uscire di casa: ma, appena fuori, l'impetuosità del desiderio mi travolse a tal punto che non mi sarei fermata neppure se mi avessero puntato contro delle lance, come avrebbe potuto trattenermi allora un po' d'acqua!".

Santa Teresa d'Avila



In verità, se pensiamo di fare cosa gradita a Dio, dobbiamo sapere che la santa Comunione è ciò che egli maggiormente apprezza. San Dionigi insegna che l'amore tende soprattutto alla perfetta unione, ma l'unione più grande tra un 'anima e Gesù è senz 'altro quella che egli ci suggerisce: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui" (Gv. 6,56).
Sant'Agostino assicura: "Se ogni giorno riceverai questo Sacramento, Gesù sarà sempre con te e crescerai nell'amore divino". Questo è il vero cuore della nostra fede: quella piccola particola e quelle poche gocce di vino sono vero Corpo e vero Sangue di Cristo.
Niente e nessuno per quanto autorevole o istruito potrà cambiare questa realtà, che da senso e significato alla celebrazione e alla partecipazione alla santa Messa quotidiana. Se parliamo poi di curare le nostre infermità spirituali, non vi è rimedio più grande della santa Comunione, chiamata dal sacro Concìlio di Trento: "L'antidoto con cui siamo liberati dalle colpe quotidiane e preservati dai peccati mortali". Qualcuno allora, potrà chiedersi perché nonostante tante Comunioni, in molte anime non si nota alcun profitto e si vedono sempre gli stessi difetti, in realtà, il difetto non sta nel cibo, ma in chi lo mangia. "Si può portare il fuoco sul petto senza bruciarsi le vestì?" (Pr.6,27). "Il Signore tuo Dio è fuoco divoratore" (Dt. 4,24).
Ci si potrà chiedere, ancora, come sia possibile che in mezzo a tanto fuoco le anime rimangono fredde all'amore divino? Questo dipende dalla poca disposizione dell'animo e, in modo particolare, dalla scarsa preparazione. Il fuoco accende subito la legna secca, ma non quella verde, perché quest 'ultima non è pronta per ardere. I santi Hanno ricevuto grandi vantaggi dalle Comunioni, perché prima di accostarsi all'Eucaristia dedicavano tempo per prepararsi a ricevere degnamente il corpo santo di Gesù. San Luigi Gonzaga impiegava tre giorni per prepararsi alla santa Comunione ed altri tre per ringraziare il Signore. Per essere pronta ali 'incontro sacramentale con Gesù, l'anima deve avere due caratteristiche principali: un grande distacco dalle creature ed un grande desiderio di progredire nell 'amore verso Dio.

1 - L'anima deve liberarsi da ogni attaccamento ed allontanare dal cuore ogni cosa all'infuori di Dio.
"Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi" (Gv. 13,10). "Questo significa, ci spiega San Bernardo, che per ricevere con grande benefìcio il Sacramento eucaristico, bisogna non solo essere purificati dai peccati gravi, ma avere anche i piedi puliti".
Santa Geltrude chiese al Signore quale preparazione le richiedeva per la santa Comunione e Gesù le rispose: "Non voglio altro da te, se non che tu venga a ricevermi vuota di te stessa".

2 - Avere un grande desiderio di ricevere Gesù Cristo ed il suo santo amore.
Nel sacro convito, saranno saziati soltanto gli affamati. Lo disse per prima Maria Santissima: "Ha ricolmato dì beni gli affamati" (Lc. 1,53). Scrive il Venerabile padre maestro Avila: "Come Gesù non venne sulla terra fino al momento in cui fu molto desiderato, cosi egli non si unisce ali 'anima che non lo desidera, perché non è obbligato ad essere cibo di chi è infastidito della sua presenza ". Un giorno il Signore disse a santa Matilde: "Non esiste ape che si precipiti sui fiori per succhiare iI nettare con tanto desiderio come quando, spinto dalla forza dell'amore, entro nelle anime con la santa Comunione".





COME RICEVERE DEGNAMENTE IL SIGNORE:

a. Essere in grazia di Dio.
b. Umiltà esteriore e inferiore.
c. Osservare il digiuno.
d. Decenza nel vestire.
e. Sapere e pensare chi si va a ricevere.




Trattenimento Eucaristico con Gesù dopo la Santa Comunione


II più grande dono che Dio ha fatto all'umanità è il mistero dell'Incarnazione: il Figlio di Dio fatto uomo. Il più grande dono dopo l'Incarnazione è l'Eucaristìa.
Gesù Cristo, vivo e vero, resta nel mondo in mezzo a noi con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità, per essere nostro compagno nel pellegrinaggio della vita, per essere anche nostro cibo ed essere pegno della gloria futura.
L'atto più solenne di culto che si possa rendere alla Divinità sulla terra, è il Sacrifìcio della Santa Messa; ma, per i fedeli, l'atto più importante di culto e di amore verso Dio è il ricevere Gesù Sacramentato con la santa Comunione e il ringraziarlo trattenendosi con Gesù dopo la santa Comunione.
La Liturgia nuova lascia passare poco tempo tra la Comunione e la fine della Messa; dopo due o tre minuti il sacerdote dice: "La Messa è finita; andate in pace". Coloro che non si sono comunicati, finita la Messa, possono andare via; ma chi ha ricevuto la santa Comunione, se non ha dei motivi proprio gravi, aspetti ancora un poco in chiesa e s'intrattenga con Gesù. Non si giustifichi dicendo: "Ho premura, ho da fare ", perché quando si sta a tavola, quando si guarda la televisione, quando si chiacchiera, il tempo non si misura. Tutta la fretta viene dopo la santa Comunione, dopo la santa Messa. Perciò chi può, faccia il possibile per offrire il suo ringraziamento rimanendo in chiesa anche finita la santa Messa.
Come si può uscire immediatamente dalla Chiesa alla conclusione della santa Messa (e a volte non si aspetta neanche quella, uscendo subito dopo la comunione) con Gesù intatto dentro di noi lasciato lì nella nostra indifferenza e fretta. Del resto, che Gesù sia intatto dentro di noi non è una fantasia, ma una realtà: laparticola, cioè il Corpo di Cristo, rimane intatta nello stomaco per almeno un quarto d'ora!
Riportiamo, come esempio, questo: un giorno durante la santa Messa, un parrocchiano chiese al santo Curato d'Ars di poter lasciare la celebrazione subito dopo aver ricevuto l'Eucaristia. Il santo acconsentì facendolo accompagnare da due ministranti che si posero uno alla sua destra e uno alla sinistra dell 'uomo; lo accompagnarono a casa tenendo ognuno un cero acceso in mano. Poiché l'Ostia era intatta dentro l'uomo, egli era un "ostensorio vivente" per cui lo si doveva trattare con tutto l'amore e la cura necessaria!
Come si fa il ringraziamento? Veramente il ringraziamento non è necessario che si faccia parlando, leggendo dei libri, recitando il Rosario, pigliando la corona e dicendo preghiere di devozione. Il ringraziamento si può fare soltanto con il pensiero, perché davanti a Dio ha valore il pensiero, non tanto la parola. Perciò, il ringraziamento alla santa Comunione si faccia senza parlare, stando modesti nell 'atteggiamento, facendo sorgere nel nostro cuore il dovuto ringraziamento, il sentimento di amore, di fede, di Adorazione, di implorazione, così che Gesù non abbia a lamentarsi, come purtroppo si lamenta, per tante anime che lo ricevono nell 'indifferenza.
Confidandosi con qualche anima, Gesù ha detto: "Entro nei cuori pieno di amore e trovo freddezza e indifferenza. Tanti mi ricevono, ma non sanno dirmi niente. Mi tengono nel loro cuore come un ospite importuno. Non sanno apprezzare quei momenti: Io stQ a disagio in tanti cuori dopo la santa Comunione e più che sollievo, provo amarezza".
Non è necessaria la parola; difatti, la Madonna sotto la croce (il Vangelo non riporta alcuna parola), pregava con il pensiero; così Gesù sulla croce, ove stette sei ore, pronunziò soltanto sette frasi; poi silenzio, ed il quel silenzio pregava con il pensiero.
Si è compreso, allora, come la preghiera di ringraziamento dopo la Comunione sia un vero e proprio "stare" con il Signor e più che un recitare, magari distrattamente, formule o preghiere più o meno lunghe. Per questo, di seguito per prima cosa, si suggeriscono quali sentimenti avere dopo la santa Comunione, il che si chiama "trattenimento con Gesù". È vero, però, che non è sempre facile rimanere attenti, a volte, l'aridità, la stanchezza, lo scoraggìamento hanno il sopravvento ... allora, si offrono una serie di formule e preghiere che non devono sostituire lo stare con il Signore nel silenzio delle labbra, ma che possono aiutare.
Certo va ribadito che è necessario, comunque, provarci perché non è bene, come fanno alcuni, leggere subito dopo la Comunione. È meglio impiegare almeno un pò ' di tempo ad invocare e parlar e a tu per tu con Gesù, che in quel momento è dentro dì noi, ripetendo qualche invocazione o preghiera affettuosa, anche la stessa, più volte. Gesù Cristo, per tre volte nell 'orto ripetè la stessa preghiera: "E pregò per la terza volta ripetendo le stesse parole" (Mt.26,44).
Dopo aver ricevuto Gesù, l'anima deve, dunque, trattenersi teneramente con lui, poiché le preghiere subito dopo la Comunione, quando la creatura è unita al Creatore, sono avvalorate dalla presenza di Gesù e, quindi, hanno maggior valore e merito davanti a Dio.
È lecito pensare, inoltre, che Gesù Cristo dopo essere entrato in noi con l'Eucaristia, sia più disposto a concedere grazie. Dice santa Teresa che Gesù, dopo la Comunione, si colloca nell 'anima come su un trono di grazia e le dice: "Che vuoi che io tifacela?" (Me. 10,51).
San Pio da Pietrelcina, parlando dopo la sua morte ad un 'anima ha detto: "Raccomanda, raccomanda a tutti il trattenimento con Gesù dopo la santa Comunione".
Ecco, allora, una "piccola guida " per trattenersi con Gesù dentro di noi:

1 - Stare con il Signore.
2 - Ringraziare.
3 - Lodare il Signore.
4 - Chiedere doni.